Campo Sant’Angelo, è caos.
Confusione sul reale stato di avanzamento della procedura per i lavori.
Ridda di voci sulla procedura per i lavori di riqualificazione del campo sportivo di Sant’Angelo, località nel comune di Drapia. Chi dice che la situazione si è sbloccata ed entro l’anno partiranno gli interventi e chi invece è meno ottimista; chi accusa un ente del ritardo e chi ritiene che la colpa sia dell’altro o di altri. Insomma, tanta confusione che non permette neppure di stimare la data di inizio dei lavori. Ma, per cercare di comprendere meglio il problema, andiamo con ordine iniziando da un breve resoconto della cronaca degli ultimi 18 mesi durante i quali ci siamo più volte occupati di questa struttura, probabilmente l’unico mezzo di comunicazione a farlo, denunciandone la condizione imbarazzante creatasi. L’impianto, di proprietà della Provincia, è uno dei pochi del vibonese con pista di atletica, ma, come risaputo, da una ventina d’anni versa in uno stato di abbandono deprimente. La popolazione del circondario è stufa di aspettare e tiene veramente alla ristrutturazione, come dimostra, tra le altre cose, anche un sempre più numeroso gruppo facebook che chiede proprio un intervento celere e fattivo sull’impianto da parte delle autorità competenti. Nel novembre 2008 il Presidente della Provincia Francesco De Nisi aveva promesso, in un incontro pubblico, che la sua amministrazione avrebbe provveduto a riqualificare il sito. Da allora sono successe tante cose negative che hanno nettamente peggiorato la situazione. Da più di un anno è crollata parte del muro perimetrale; non è stata ancora ricostruita, e la strada che affianca il campo, a causa di questo cedimento, è veramente molto insidiosa ed a rischio smottamento. Nell’estate scorsa, inoltre, avevamo segnalato la presenza di una discarica abusiva di materiale pericoloso.
La nuova amministrazione guidata dal sindaco Alessandro Porcelli aveva comunque provveduto, proprio dopo pochi giorni dall’entrata in carica, a chiudere il cancello di ingresso con un lucchetto. Era evidente ciò che stava accadendo in quel posto perché i rifiuti avevano raggiunto una quantità considerevole, ma nessuno fino ad allora era intervenuto almeno per cercare di apporre un freno al degrado in corso. Negli ultimissimi mesi pare che qualcosa si sia mossa nel verso giusto. Diciamo “pare” perché le informazioni e le indiscrezioni che siamo riusciti a raccogliere da più fonti, e quindi confrontare e vagliare, sono contrastanti e per tale motivo non proprio attendibili. I rappresentanti della Provincia si sono incontrati più volte con quelli del Consiglio comunale di Drapia, i quali stanno spingendo affinché si arrivi ad una soluzione. In effetti il Presidente De Nisi ha manifestato agli amministratori drapiesi che è sua volontà, come aveva promesso nel 2008, quella di trovare finalmente una soluzione. La Provincia ha inoltre garantito che i fondi, si parla di 250mila euro, sono disponibili, ma la procedura non è semplicissima. Infatti, i tecnici, sempre da quanto siamo riusciti a capire, dovrebbero redigere quanto di loro competenza e poi il progetto deve passare al Coni, organismo che, dopo aver esaminato i carteggi, dovrebbe erogare i fondi. Ma arriviamo al punto più controverso.
A metà dicembre, c’è stata un’importante scadenza proprio per la presentazione del progetto al Coni, ma, per motivi che non siamo appunto riusciti a ricostruire con precisione, ciò non è si è verificato per cui la pratica sembra essere stata rinviata di alcuni mesi ( si parla di giugno). Perché questo ennesimo slittamento? Come dicevamo in apertura del pezzo, gli amministratori drapiesi forniscono una loro versione dei fatti, i tecnici un’altra e dagli amministratori della Provincia, dove siamo stati pochi giorni fa, proviene un’ulteriore interpretazione (diciamo così), di quanto avvenuto. Insomma, ci sembra che si stia verificando una sorta di scaricabarile sui motivi del rallentamento e sul reale stato di avanzamento della procedura che fa prevalere l’incertezza. Un’unica certezza, tuttavia, rimane: il campo sportivo di S.Angelo è più degradato di ieri e meno di domani.
21 gennaio 2010


