Documentato in un video il degrado nell’antica “Grotta di Santu Liu”.
Versa ormai in uno stato imbarazzante e deprimente la cosiddetta “Grotta di S. Leo” (in dialetto Santu Liu), situata nel territorio del comune di Drapia nei boschi in prossimità della frazione Caria a poca distanza dal confine con il comune di Spilinga. Si tratta di un luogo, situato in un dirupo, che ha un alto valore artistico, simbolico e culturale e per il cui accesso bisogna servirsi di una guida. Sulle pareti di questa grotta sono infatti visibili, anche se purtroppo molto poco, degli antichi e suggestivi affreschi concernenti scene della tradizione cristiana, in particolare del Vangelo. Alcuni rappresentanti della Pro Loco drapiese, proprio pochi giorni fa, si sono recati in questo sito con una telecamera. ” La Pro Loco - ha spiegato il Presidente Matteo Aiello - ha iniziato una serie di reportage per far conoscere il nostro patrimonio artistico e culturale e denunciare lo stato di abbandono in cui questo versa. E’ nostro compito impegnarci attivamente affinché le meraviglie che il territorio Drapiese custodisce vengano scoperte e rivalutate come meritano.” Il video è disponibile sul sito ufficiale dell’associazione www.prolocodrapia.com . e testimonia, in modo inequivocabile, il livello di decadimento all’interno della Grotta. Le immagini sono commentate da Francesco Pugliese, giovane cariese componente della Pro Loco ed appassionato della storia e della cultura del circondario, recatosi nella Grotta assieme al presidente Aiello e ad una guida. “Secondo la tradizione - ha commentato Pugliese nel breve filmato - qui dimorava un eremita, S. Liu appunto. Purtroppo, attualmente - ha aggiunto il giovane mostrando le pareti - si presenta in uno stato di assoluto degrado. Alcuni pezzi sono mancanti perché sono stati trafugati, tra cui la testa di Gesù Bambino che, si dice, sia custodita a Tropea nel Museo Diocesano”. Sullo stesso sito della Pro Loco si possono trovare delle informazioni su questo posto e proprio da tale fonte abbiamo estrapolato quanto riportato nel prosieguo. Del tipo di pavimentazione originaria, anzitutto, non è rimasta alcuna traccia. Uno degli affreschi raffigura l’adorazione dei Magi, in un altro è rappresentato invece un Papa, ma non si capisce quale. In una sezione emerge la figura del Padre in trono benedicente che sorregge dalle due estremità della croce il Figlio crocifisso. In una delle rimanenti immagini vi è la Madonna su un altro trono col Bambino. Tale immagine culmina in alto con un arco schiacciato e rispetto agli altri tre appare in una posizione più elevata. Questi primi quattro affreschi, probabilmente del secolo XVI, sono caratterizzati da una iconografia comune e delimitate ai lati da un cornicione blu. L’ultimo affresco, il più rovinato e non ancora ben decifrato, andrebbe studiato più attentamente prima di pronunciarsi sul contenuto. Di esso si intravede appena l’immagine di Cristo, molto rovinata dall’umidità. La composizione risulta schiacciata, frontale, tipica dell’iconografia bizantina e per il tema e per l’esecuzione. Tale affresco, come leggiamo sullo stesso sito della Pro Loco, è perciò decisamente precedente a quelli presenti sulla parete e può essere ascritto all’XI secolo. Per questo luogo così particolare e dall’importante significato culturale e spirituale nessuno ha mai intrapreso una seria ed efficace azione di recupero. A pochissima distanza dall’entrata della Grotta, inoltre, è stato tracciato da pochi anni, grazie ad alcuni volenterosi, un percorso di trekking tra la felce millenaria Woodwardia Radicans, gestito dall’associazione Antico Sentiero. Se si dovesse riqualificare tale luogo e se si riuscisse a facilitare l’accesso creando un apposito e più facile accesso, potrebbe diventare anche un valore aggiunto per migliorare il livello qualitativo dell’offerta turistica drapiese. Non ci rimane che amplificare l’appello e la segnalazione della Pro Loco, invitando chi di competenza a intervenire, in qualche modo ed al più presto, quantomeno per mettere un freno allo scempio provocato dal tempo e, soprattutto, dall’incuria umana.